Processo di avviamento Progetto Istruzione Futuro

PROCESSO DI AVVIAMENTO DELLA LEGGE

  • schema del processo di avviamento
  • meccanismi di messa in moto del processo
  • il know how della didattica
  • gli attori principali
  • quantità di docenti formati al primo anno e successivi

SCHEMA DEL PROCESSO DI AVVIAMENTO

Consideriamo fasi di avviamento l’insieme delle attività che consentono ad un progetto di raggiungere lo stadio esecutivo, nel quale il progetto si realizza.

Nella letteratura questo momento è anche chiamato “avvio”, “take off”, “phase in”.

Il significato è sempre il medesimo ed è una fase del progetto sempre studiata con molta cura per tutte le implicazioni di efficacia e di servizio che comporta, esattamente come accade per il nostro Progetto Istruzione Futuro.

Quali sono le particolarità di questo avviamento?

Il primo giorno di scuola, con l’applicazione pratica del Progetto Istruzione Futuro, in una qualsiasi aula di istituto dell’obbligo dovranno essere disponibili le risorse per erogare il servizio di Istruzione.

Esse sono:

  • Le liste complete delle materie obbligatorie, opzionali e facoltative
  • I contenuti di tutte le materie
  • La didattica di base per ciascuna materia e livello di istruzione
  • Insegnanti formati per erogare compiutamente l’istruzione delle proprie materie di insegnamento, sia esse obbligatorie o meno, per sviluppare la propria didattica ed aiutare gli studenti a mettere a fuoco le proprie capacità di apprendimento

Prima del primo giorno di scuola altre risorse sono state necessarie:

  • Il tempo necessario per la formazione degli insegnanti delle varie materie secondo le nuove metodologie
  • Gli istruttori, già formati, che hanno fatto la formazione agli insegnanti per tutti i tipi materie di insegnamento, per tutti i livelli di istruzione
  • Materiale didattico già preparato da distribuire agli insegnanti in formazione

Ancora prima saranno stati necessari:

v “metodisti” che hanno trasformato la legge (l’articolato, la presentazione e i documenti di sintesi) in una raccolta articolata per materia di insegnamento.

MECCANISMI DI MESSA IN MOTO DEL PROCESSO

Affinché la legge trovi attuazione pratica alcuni meccanismi devono essere attivati per tempo.

Il primo fra tutti è l’assegnazione ad un gruppo di “metodisti” l’incarico di formulare un insieme organico e completo di contenuti metodologici per l’insegnamento.

La trasformazione della legge in una serie di contenuti metodologici è un passaggio “politico” di estrema importanza e delicatezza in quanto su di essi saranno basati gli insegnamenti erogati dalla futura scuola dell’obbligo.

Il secondo passaggio deve consentire ai metodisti di trasferire i contenuti metodologici sviluppati ad un adeguato numero di “istruttori”, sia tramite la disponibilità della documentazione prodotta sia tramite veri e propri interventi formativi dei metodisti nei confronti degli istruttori.

A questo punto tocca agli istruttori formare i docenti quanto documentato e appreso dai metodisti.

È opportuna una breve considerazione su ipotesi dell’inizio del nuovo corso: nell’anno X, di inizio effettivo della nuova didattica nella scuola dell’obbligo, si decide di iniziare tutti i primi anni di ogni grado della istruzione. Altre ipotesi sono fattibili, ma l’efficacia dell’applicazione della legge così innovativa quanto, probabilmente, osteggiata da molti operatori scolastici verrebbe fortemente ridotta, con il rischio che il suo avviamento potrebbe protrarsi così a lungo da far dubitare che ci sia una nuova scuola dell’obbligo.

Rimaniamo sulla prima ipotesi. La massa dei docenti da mettere in formazione è quella relativa alla copertura didattica di tutti i primi anni in tutti gli ordini scolastici. Teoricamente significa operare su un numero di docenti ridotto rispetto alla totalità. Richiedo su questo punto collaborazione per valutare se questa considerazione è corretta. Infatti, un insegnante di lingue straniere potrebbe essere impegnato tanto in una prima classe, con le nuove metodologie, quanto in una altra classe che segue il precedente ordinamento didattico. Se questa condizione si verificasse, vorrebbe dire che il numero complessivo degli insegnanti da preparare alla nuova metodologia diventa più elevato ed inoltre una certa quantità di essi dovrebbero contemporaneamente utilizzare vecchie e nuove metodologie.

Il quarto passaggio è un meccanismo, forse, di non grande metodologia, ma di grande impatto dal punto di vista del lavoro: devono essere reclutati nuovi insegnanti, con appropriate competenze formative di base e in quantità sincrona con l’apertura dei vari anni scolastici, che a partire dal primo, chiederanno un organico completo per copertura di materie e di classi.

Fermo restando l’anno X quello iniziale della nuova scuola dell’obbligo, l’insieme dei processi di avviamento richiedono dei tempi. Questi possono essere anche maggiori di quelli che intercorrono tra l’approvazione della legge è l’inizio pratico della nuova scuola dell’obbligo. Se questa ipotesi fosse realistica nasce la domanda: come potrebbe iniziare un processo di avviamento prima dell’approvazione legge? Quale istituzione e con quali risorse potrebbe prendere tali iniziative?

Al contrario, se i tempi di avviamento fossero inferiori a quelli intercorrenti tra l’approvazione della legge e l’inizio della nuova scuola dell’obbligo, vanno identificati tutti gli enti che hanno delle responsabilità per l’entrata in vigore della legge ed anche contenuti e tempistiche di queste responsabilità.

In poche parole credo che Democrazia per l’Italia potrebbe utilmente preparare l’impianto operativo dei meccanismi che consentono efficacemente l’avvio dell’istruzione del futuro.

IL KNOW HOW DELLA DIDATTICA.

Questi appunti non intendo entrare nel merito, per palese incompetenza.

Preme qui mettere in evidenza il fatto che la costruzione del know how è opera delicata, di alta responsabilità e che va completata in termini di tempo definiti e non certamente molto larghi.

Il primo punto è la disponibilità degli argomenti su cui operare. Sono necessarie, da immediatamente, tutte le materie obbligatorie, facoltative e opzionali.

Materie obbligatorie: quali e quante saranno e quante ore settimanali saranno erogate come istruzione nelle varie scuole potrebbe essere responsabilità del ministero della pubblica istruzione, che fornirà ai metodisti queste informazioni.

Materie facoltative: qui la responsabilità è delle regioni, che potranno avvalersi degli uffici scolastici regionali che mostreranno la propria utilità fornendo con estrema sollecitudine le analoghe informazioni che il ministero deve fornire alle materie obbligatorie. Per i più vari motivi non è da escludere che le materie facoltative di una regione siano le stesse di tutte le altre. In poche parole è prevedibile un’importante comunanza di materie, ma la loro totalità sarà un numero certamente maggiore o molto maggiore delle materie facoltative che una regione intende adottare.

Materie opzionali: la legge evidenzia che queste sono di competenza dei vari istituti scolastici. È ampiamente ipotizzabile una notevole proliferazione al livello paese. Questo potrebbe suggerire di fornire alle regioni, agli uffici scolastici regionali e agli istituti scolastici delle linee guida per evitare di dover produrre documentazioni per migliaia di materie di insegnamento opzionale. Di nuovo, suggerirei che Democrazia per l’Italia si faccia carico di fornire una linea guida di massima.

Qui si pone un’altra domanda: i metodisti saranno regionali? Lo saranno anche per tutte le materie comuni alle varie regioni oppure sarà trovata una soluzione di efficacia? Lo saranno solo per quelle specifiche della regione?

Queste domande intendono richiamare l’attenzione i metodisti dobbiamo vedere come risorsa rara e pertanto, in prima approssimazione, assolutamente da non disperdere su tutto il territorio per non ridurre brutalmente l’efficacia del loro prezioso lavoro.

GLI ATTORI PRINCIPALI.

Gli attori principali di cui ci stiamo occupando sono quelli che hanno delle responsabilità nel processo di avviamento della legge.

Regioni: responsabilità diretta o di derivazione dall’ufficio scolastico regionale è quello di fornire l’elenco delle materie facoltative; analogamente nei confronti degli istituti scolastici raccogliere e sistematizzare le materie opzionali. Predisporre il piano di assunzione degli insegnanti necessari per coprire i fabbisogni di istruzione della scuola dell’obbligo nei vari anni dalla introduzione ai successivi.

Ministero della pubblica istruzione: reperire, se non già disponibili, risorse adeguate da utilizzare come “metodisti” di processi formativi, fornire le indicazioni di come sviluppare i contenuti di metodo, dirigere e controllare lo sviluppo (contenuti e tempi) dell’operazione.

Altri attori sono certamente presenti nella fase di avvio: chiedo collaborazione per identificarli correttamente ed evidenziare le loro responsabilità.

QUANTITÀ DI DOCENTI FORMATI AL PRIMO ANNO E SUCCESSIVI.

In questa fase non si può pretendere il conteggio aritmetico dei docenti formati necessari per avviare il primo anno di istruzione obbligatoria con la nuova legge e quelli necessari negli anni successivi quando tutte le classi di tutti gli ordini di insegnamento saranno a regime.

L’obiettivo di questo paragrafo e di ricercare una metodologia per definire degli ordini di grandezza delle risorse necessarie.

Per ogni grado di istruzione, per l’infanzia e per l’adolescenza, conosciamo quanti anni sono necessari per concludere il ciclo, quindi sappiamo già in quanti anni la fase di avviamento di ciascuno di essi sarà concluso.

Un secondo parametro da mettere in evidenza è la presumibile quantità di materie di insegnamento onnicomprensiva di quelle obbligatorie, facoltative ed opzionali. Come accennato in precedenza sarà opportuno formulare alcune linee guida per evitare un incremento abnorme della numerosità delle materie. Personalmente non sono in grado di esprimere in modo diretto nessuna ipotesi significativa al riguardo, ma è pensabile, dietro suggerimento dei nostri esperti, di identificare criteri per arrivare ad una prima stesura di linee guida.

Terzo parametro che ritengo necessario considerare è la popolazione degli studenti dei vari gradi di istruzione. Al riguardo sono disponibili, a partire dalla regione Piemonte, ma analoghi dati ritengo siano disponibili per tutto il Paese, la localizzazione dei vari istituti e le loro popolazioni studentesche. Mi risulta che siano state fatte delle stime della popolazione studentesca dei prossimi anni a venire, quindi, è disponibile l’elemento basilare (numero di studenti e ridimensionamento delle classi) da associare alla numerosità delle materie di insegnamento per addivenire ad una plausibile stima del fabbisogno di insegnanti formati nel primo anno dell’applicazione della legge e negli anni successivi per entrare man mano a regime per i vari gradi di istruzione.

Donato Petricola

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